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Le Stelle. Saggio di astronomia siderale

476016
Angelo Secchi 50 occorrenze
  • 1877
  • Fratelli Dumolard
  • Milano
  • astronomia
  • UNIPIEMONTE
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Le Stelle. Saggio di astronomia siderale

Si deve al signor Janssen l’avere insegnato come esse si potevano vedere anche fuori dell’ecclisse mediante lo spettroscopio. Queste si vedono

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altre combinazioni, e perciò devono avere minore temperatura di quelle degli altri due tipi.

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stella oscilla senza cambiar colore, nè avere immagine variante. I pianeti spesso oscillano all’orlo e sono come bollenti, ma pure non scintillano

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, quindi essendo l’atmosfera più calda a ponente dell’osservatore ove sia il Sole, che a levante, il corso dell’aria deve avere un andamento opposto ai

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esse siano piccole pure le loro linee sono brillanti e facilmente riconoscibili. Nè è da maravigliare che di stelle così piccole si possa avere lo

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posizioni delle righe sono molto approssimate e che queste ricerche richiedono strumenti di maggior forza, che non può avere un obiettivo di soli 9 pollici.

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1850 e nel 1875 era nuovamente di 4a. Sembra avere un periodo di 70 anni con fluttuazioni di 23 anni. Lo spettro di questa stella pare a zone, ma non

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un oggetto discretamente luminoso è facile avere una scintillazione che è mero fenomeno fisiologico. Quindi gran cura si deve avere nello studio di

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più dense e vive da simulare piccole stelle, onde la scoperta di Bond non deve dirsi illusione, e noi possiamo dire di avere verificato più volte questa

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avere la Nebulosa d’Orione subíto cambiamenti, ma finora tutto essendo basato sulle osservazioni fatte cogli strumenti antichi, assai imperfetti, nulla è

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studiare più addentro e per altra via il problema e cercare 1.° quale altro criterio si possa avere per conoscere la distanza relativa delle stelle: 2

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mera combinazione accidentale spargendo le stelle a caso nello spazio: esso trovò che per riuscire ad avere le Pleiadi così vicine per semplice

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congiunte da legame fisico, è minore di quella del non avere a nascere domani il Sole in confronto di tutta l’esperienza storica che abbiamo di questo

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secondo O. Struve un moto epicicloidale assai curioso (v.fig. precedente n.° 50) che indica avere essa un moto attorno a qualche centro oscuro che si va

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Nell’emisfero australe i fenomeni si sono trovati avere una perfetta somiglianza con quelli dell’Emisfero Boreale. Ma è cosa fuori di dubbio che se

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Astraendo per ora dalla piccola inclinazione che l’orbita del pianeta possa avere su quella descritta della Terra attorno al Sole: sia (fig. 55) S il

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nome del suo scopritore, porta seco la conseguenza, che basta sapere la distanza dal Sole di un solo pianeta per avere quelle di tutti gli altri. Anzi

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cui fondare i calcoli che si riducono ad avere una base e i due angoli adjacenti. Questo problema si scioglie sempre coi metodi già accennati ed usati

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Ma fu un inglese, il celebre Halley, che insegnò agli astronomi la vera maniera di servirsi di questo pianeta per avere la parallasse solare, e ciò

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mirabilmente sul fondo luminoso dell’astro, e l’entrata e l’uscita si possono avere con una grande precisione. Sfortunatamente questi passaggi sono assai rari

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continenti. Nell’ultimo passaggio del 1874 con questo metodo poteronsi avere delle differenze teoriche nei passaggi di fino a 30.m ma è chiaro che

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avere il disco solare nei varii punti su cui Venere riesce proiettata.

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poca cosa, ma inoltre tutte le osservazioni lunari e cronometriche e fotografiche che sono state fatte dalle spedizioni diverse per avere non solo la

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e perciò fu negletta. L’origine di questo ingiurioso sospetto venne principalmente da Lalande, il quale non potendo avere le primizie di questa

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creduta falsificata e perciò fu negletta. L’origine di questo ingiurioso sospetto venne principalmente da Lalande, il quale non potendo avere le primizie di

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dello spazio, e si stenta a credere alle miriadi di secoli che deve avere attraversato il nostro globo per compiere le formazioni geologiche cui

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, essa si scosta dal Sole per 36 unità circa. Ora, per arrivare al punto medio tra il Sole e la stella più vicina, una cometa dovrebbe avere un periodo di

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dagli astronomi, abbiamo già molti materiali per illuminare un poco la nostra ignoranza. In questa materia dobbiamo sempre avere avanti agli occhi il

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avere una qualsiasi importanza scientifica. È quindi necessario venire ai primi astronomi della rinascenza.

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eziandio alcune che a primo aspetto sembrano non avere relazione con quello, cioè la Lira, Perseo e Cassiopea. Questa zona non coincide, come si può

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non si può avere lo stato reale da questa enumerazione. Tuttavia le conclusioni sono abbastanza concordi con quelle di Herschel.

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Vediamo ora quali raggi le sfere devono avere per contenere le stesse classi di stelle supponendo che la loro densità apparente sia anche reale. La

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superiori a quella di Nettuno fra le più compatte e definite come sono le planetarie e le trovammo avere esse dimensioni tali che la nostra imaginazione

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’ecclittica per avere maggior facilità a trasportare le loro posizioni da un’epoca all’altra. I moderni invece preferiscono le coordinate equatoriali in

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forse si potrà avere qualche idea dei rapporti del nostro sistema stellare cogli altri.

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la durata del nostro piccolo pianeta si toccano. Ma anche qui siamo lungi dallo avere una durata infinita: se essa fosse tale l’attività mondiale

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crede doverla avere per tale, essendo adottata da Schönfeld medesimo (Astr. Nach.N. 1523, 21 aprile 1865).

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Il lettore che ama avere una guida abbastanza sicura sul valore praticamente adottato dagli astronomi per le stelle maggiori, può valersi delle

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uguale a quello di Dorpat (di 9,6 pollici inglesi) e che abbiam trovato avere una forza penetrante poco diversa dallo specchio di Herschel di 18

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più o meno di daltonismo, se non in grado completo, almeno quanto basta ad avere differenze notabili nelle tinte o perdere di vista de’ colori

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insieme formano il bianco. Chi vuole avere una idea precisa di questi colori non ha che a ricorrere ad un apparato di polarizzazione fornito di un prisma

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avere una direzione costante dei raggi e un asse ottico determinato. Mediante la vite di richiamo S si potevano dare al cannocchiale le necessarie

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La costruzione di questo prisma appena venne conosciuta in Francia diè origine ad uno strumento che dovea avere gran parte nella scienza spettrale. L

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che è più facile avere un buono spettroscopio a prismi angolari che uno a visione diretta.

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illumina la fessura per avere i termini di confronto, e può sostituirvisi un’altra luce qualunque per paragone. Questa luce laterale è inviata lungo l

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avere i mezzi da introdurre le luci artificiali dentro lo strumento col che si fa a meno di qualunque scala. Però attesa la debolezza degli spettri nelle

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resti 2 in 3 centimetri prima del piano focale comune all’obiettivo e all’oculare, in un punto ove per tentativi si riesce ad avere una visione netta

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È chiaro che le misure di confronto colle righe spettrali de’ corpi chimici non si possono avere nè con questo nè col prisma obiettivo. Però con un

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Molte stelle minori bianche paiono avere spettro continuo e senza righe, ma studiate con cura si trovano di questo tipo colle righe però molto fine.

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Una idea degli spettri di quest’ultime due categorie che per brevità diremo a colonnato, si può avere guardando lo spettro dell’azoto nei tubi di

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